“Reinventando l’Alta Via”, il cammino d’autore secondo Franco Michieli

Nel cammino d’autore Esplorazioni sulle Dolomiti proposto a luglio, andremo in cerca di luoghiinvisibili nascosti dentro agli scenari stupefacenti e visibilissimi delletorri, dei pinnacoli, delle altissime muraglie e degli altipiani di lastrecalcaree delle Dolomiti di Belluno, elevate sopra dolci pascoli e foreste tracui ci muoveremo. Qui, dove hanno vissuto alcuni dei miei antenati, hoconosciuto la montagna prima ancora che sapessi camminare; ho scoperto isentieri e imparato a uscirne assimilando le basi della mia futura vita daesploratore; ho temuto progetti speculativi di impiantisti e mi sono impegnatocon me stesso a non esserne mai complice; ho compreso che ogni territorio èinesauribile e che meglio lo conosciamo, più angoli e passaggi segreti restanoancora da scoprire. Grazie a questa mia relazione coi luoghi, e alla letturadel territorio che condurremo assieme osservando i riferimenti naturali, non cilimiteremo a seguire il pur spettacolare percorso ufficiale dell’Alta Via n. 1delle Dolomiti, ma a tratti, giorno dopo giorno, sceglieremo varianti pococonosciute, su semplici tracce per boschi, pascoli o alti crinali, secondo unvagabondare esplorativo che va molto al di là del semplice unire due postitappa: l’itinerario diventa ricerca, interpretazione, rendendo coinvolgente epartecipato ogni minuto, creando visioni, depositandosi nell’animo.

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Franco Michieli
7 agosto 2015

In quei paesaggi che tornano aestraniarsi dal nostro tempo cercheremo vie tra i gradini boscosi del Framont,ci faremo condurre nel Van delle Sasse dagli immensi strati dolomitici chefurono fondali corallini nel Triassico, scopriremo vie di pascolo che il boscosta nascondendo, metteremo in relazione l’andamento geometrico dei rilievi conle direzioni indicate dal sole, dormiremo di fronte alla parete a canned’organo del Civetta al cui centro è impresso un gigantesco cuore di roccia,immagineremo la visione dei montanari preistorici presso la sepoltura arcaicadi Mondeval, aggireremo le torri care a Dino Buzzati della Croda da Lago e verificheremola possibilità di perderci nel bosco, conservando al tempo stesso la fiducia diritrovarci, ai margini della conca ampezzana. Ma il meglio non si puòanticipare, perché è il cammino stesso a crearlo.

Un cammino d’autore è un viaggio speciale. Nonè una marcia che ricalca un percorso noto o inedito, ma il mettere in comune erivisitare assieme un legame profondo con uno spazio naturale, o conl’ispirazione invisibile che quello stesso spazio ha suscitato nel corso di unavita. Chi accompagna un cammino d’autore è anche un narratore e mette accantoai propri passi visioni, memorie, sogni che la natura dei luoghi ha costruitodentro di lui. Così il viaggio non tocca solo le meraviglie che si vedono, maanche ciò che si narra e si ascolta. Come scrive il nature writer Barry Lopez, uno dei miei autori preferiti, “I luoghipiù cari di una cultura non sono necessariamente visibili all’occhio… punti nelterritorio che si possono indicare. Vengono resi visibili nel dramma, nellanarrativa, nel canto, in una rappresentazione. Tuttavia è appunto ciò che vi èdi invisibile nella terra a far sìche quel che per una persona è soltanto spazio vuoto sia un luogo per un’altra”. Possiamo aggiungereche in questo senso persone non sonosolo gli esseri umani, ma anche animali e piante: per ciascun vivente ilproprio mondo è luogo amato grazie a qualcosa che altri non vedono.

Franco Michieli

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